Bibliografia

Hendrik Lorentz Antoon (Arnhem 1853 - Haarlem 1928), fisico olandese. Dimostrò che particelle cariche accelerate, emettono onde elettromagnetiche. Elaborò così la teoria elettromagnetica della luce. Insieme al fisico George Francis Fitzgerald formulò una teoria sulla deformazione subita da un corpo in rapido movimento ("contrazione Lorentz-Fitzgerald"). Ricevette insieme al fisico olandese Pieter Zeeman nel 1902 il premio Nobel per la spiegazione dell'influenza del magnetismo sui fernomeni della radiazione atomica.

 

Isaac Newton, (Woolsthorpe, Lincolnshire 1642 - Londra 1727), fisico, matematico e astronomico inglese. Studiò al Trinity College of Cambridge; giovanissimo ancora, scoprì la formula conosciuta col nome di “Binomio di Newton”, creò il calcolo infinitesimale (“Metodo delle flussioni”) (sulla priorità di questa scoperta insorse un’aspra polemica con Leibniz) e scoprì la scomposizione della luce. Nel 1669 divenne professore di matematica a Cambridge, in seguito alla sua realizzazione del primo telescopio riflettore, nel 1672 fu nominato socio della Royal Society (divenendone poi presidente nel 1703) e nel 1699 fu eletto socio straniero dell’Académie des Sciences di Parigi. Fu membro del Parlamento in rappresentanza dell’Università di Cambridge (1689). Nel 1687 pubblicò i “Philosophiae naturalis principia mathematica” opera che, costituendosi come fondamento della meccanica e della fisica classiche (in esse vengono esposte la teoria della gravitazione universale e le leggi fondamentali della dinamica), doveva influenzare per due secoli il pensiero scientifico e lo sviluppo della scienza. Newton aveva elaborato le fondamenta della meccanica e la teoria gravitazionale universale a soli 25 anni, anche se soltanto nel 1686 ne diede comunicazione. Dal 1701 fu direttore della Zecca di Londra, diventando tre anni più tardi Sovrintendente generale. Nel corso degli ultimi anni della vita approfondì gli studi di storia antica e di teologia.

 

James Clerk Maxwell (Edimburgo 1831 - Cambridge 1879), fisico inglese, è considerato uno degli scienziati più importanti del XIX secolo. Il nucleo principale della sua ricerca è l'elettromagnetismo, inoltre sviluppò la teoria cinetica dei gas e indagò sulla visione dei colori e sui principi della termodinamica. Studiò presso le università di Edimburgo e Cambridge; divenne poi professore di fisica all'università di Aberdeen (1856-1860) e di Cambridge (1871). Ampliò le ricerche condotte da Michael Faraday formulando una teoria matematica dei campi elettromagnetici che unificava fenomeni elettrici, magnetici e luminosi. Nel 1873 pubblicò la sua teoria, compendiata nelle famose quattro equazioni differenziali che portano il suo nome, nell'opera "Trattato sull'elettricità e il magnetismo". Ipotizzò la possibilità di produrre onde elettromagnetiche, confermata sperimentalmente da Heinrich Rudolf Hertz sedici anni dopo. Tra le sue opere più importanti: "Teoria del calore", 1877 e "Materia e movimento", 1876.

 

Max Karl Ernest Ludwing Planck, (Kiel, 23 aprile 1858 - Gottingen, 04 ottobre 1947), fisico tedesco è considerato il padre della teoria quantistica. Nel 1900 formulò l'ipotesi rivoluzionaria che l'energia venisse irraggiata in quantità discrete ("i quanti"). La costante di proporzionalità tra energia del quanto e frequenza della radiazione emessa, che domina il mondo delle particelle elementari, è detta costante di Planck. La legge di emissione del corpo nero, determinata matematicamente da Planck sull'ipotesi dei quanti prende il suo nome. La teoria di Planch segnò la crisi della fisica classica e la nascita della moderna meccanica quantistica. Ricevette il premio Nobel per la fisica nel 1918 per la scoperta dei quanti di energia.

 

Hermann Minkowski, ( Kaunas 1864 - Gottingen 1909), matematico di origine russa. Frequentò l'università in Germania e fu dapprima professore a Zurigo, dove ricordiamo tra i suoi allievi anche Albert Einstein. Successivamente si trasferì a Gottingen. Si occupò principalmente delle proprietà delle forme quadratiche e di geometria algebrica Alla nozione delle tre dimensioni dello spazio Minkowski aggiunse la nozione di una quarta dimensione, il tempo, concepito come un continuo. Questo concetto divenne la cornice matematica in cui venne elaborata la teoria einsteiniana della relatività generale (1916).

 

Riemann, G. F. B. (1826-1866). Figlio di un patore protestante, studiò dapprima a Berlino e poi a Gottingen, dove si laureò con una dissertazione sulla "Teoria delle funzioni di variabile complessa". Sviluppò un sistema di geometria che contribuì allo sviluppo della moderna fisica teorica. Fra le sue più importanti regole valide in qualsiasi geometria v'è quella per trovare la distanza tra due punti infinitamente vicini. Da questa sua "metrica" dedusse persino una formula esprimente la curvatura gaussiana di una superficie nel suo spazio. Fu l'idea di Riemann di uno studio generale degli spazi metrici curvi, che alla fine rese possibile la teoria della relatività generale.

 

Huygens, Christiaan (1629-1695), astronomo, matematico e fisico olandese. Il suo nome è legato al famoso principio della teoria ondulatoria della luce, all'osservazione di un satellite di Saturno e dei suoi anelli e all'invenzione dell'orologio a pendolo cicloidale. Nel 1655 scoprì un metodo di molatura e lucidatura delle lenti. La necessità di disporre dell'esatta misura del tempo per le osservazioni astronomiche lo condusse a impiegare il pendolo per regolare il movimento degli orologi. Sviluppò le teorie sulla forza centrifuga nel moto circolare. Nel 1678 scoprì la polarizzazione della luce per birifrangenza nella calcite.

 

Faraday, Michael (1791-1867), fisico e chimico britannico. Aveva iniziato ad indagare sul fenomeno del magnetismo inseguito alla scoperta del fisico H.C.Oersted che una corrente elettrica che percorre un filo metallico posto nelle vicinanze di una bussola ne fa deviare l'ago. Faraday giunse alla conclusione che la corrente dovesse generare delle linee di forza magnetiche intorno al filo metallico stesso. Nel 1831 Faraday eseguì un esperimento che doveva cambiare la storia dell'umanità. Avvolse a spirale un filo metallico intorno a un segmento di un anello di ferro; poi collegò la prima spirale ad una batteria. Quando la corrente avesse percorso la prima spirale si sarebbero create delle linee di forza magnetica che si sarebbero concentrate nell'anello di ferro, e questo magnetismo indotto avrebbe dovuto a sua volta produrre una corrente nel secondo avvolgimento. Per rilevare la presenza di tale corrente, collegò la seconda spirale ad un "galvanometro" (strumento per misurare le correnti elettriche). L'esperimento non generò corrente nel secondo avvolgimento però Faraday notò che l'ago del galvanometro si era leggermente mosso quando egli aveva tolto la corrente. Immediatamente formulò l'ipotesi che a provocare la corrente fosse il movimento delle linee di forza magnetiche concatenate al filo metallico, e non il magnetismo in se stesso. Faraday aveva così scoperto il principio dell'induzione elettrica e creato il primo trasformatore. Queste sue scoperte posero anche le basi su cui J.C.Maxwell eresse la propria teoria elettromagnetica, che collegava la luce con altre forme di radiazione (onde radio) in un'unica famiglia quelle delle radiazioni elettromagnetiche.

Erwin Schrodinger fisico teorico austriaco (Vienna 1887-1961). Professore a Stoccarda (1920), a Breslavia e a Zurigo (1921), succedette a M. Planck all'Università di Berlino (1927). L'avvento del nazismo lo costrinse ad abbandonare la Germania e a rifugiarsi in Gran Bretagna dove ebbe la cattedra di fisica teorica all'Università di Oxford nel 1933. Fu poi professore all'Institute for Advanced Studies di Dublino (1940), e dal 1956 all'Università di Vienna. Tra i maggiori fisici teorici del secolo, stabilì l'equazione fondamentale della meccanica ondulatoria, formulata nel 1926, sulla base dell'ipotesi di L. V. de Broglie secondo cui tutte le particelle hanno proprietà ondulatorie. Premio Nobel per la fisica (1933) assieme a P. A. M. Dirac, S. fu tra i primi a ricercare applicazioni della nuova fisica alla biologia.Equazione di SchrödingerEquazione che, nella meccanica ondulatoria della materia, caratterizza la distribuzione nello spazio e l'evolversi nel tempo di una particella elementare o di un sistema di particelle elementari entro un campo di forza conservativo, nell'approssimazione non relativistica e in assenza di spin (v. quantistico).